Intervenire su realtà esistenti, in particolar modo se di valore e interesse storico, impone una conoscenza trasversale da parte del restauratore: la competenza in materia allarga l’orizzonte ad una necessaria sensibilità legata alla storia ed al patrimonio frutto di intervento

Quali sfide si presentano laddove la richiesta del committente implichi un intervento su un pavimento preesistente?
Si richiede in primis una fase di attenta valutazione delle condizioni e delle implicazioni che comporterà questo tipo di operazione.
Anche un intervento semplice di levigatura e ripristino necessita dello studio di elementi che gravitano attorno alla mera condizione estetica del pavimento in legno, cui prestare particolare attenzione proprio perché spesso intangibili: individuarne l’essenza e la provenienza, il momento storico di produzione, legato a specifiche modalità e trattamenti di finitura dell’epoca che hanno lasciato traccia indelebile sul pavimento stesso, così come l’azione del tempo, che agisce anche in profondità, e non solo sulla porzione di materia esposta alla luce.
Le condizioni del massetto, la sua storia, ed eventuali eventi avversi accaduti nel tempo, come allagamenti e dissesti, possono spingere alla valutazione di eventuali asportazioni e rappezzi per risanare le aree di maggiore criticità: questi ultimi dovranno assumere un aspetto in tutto e per tutto coerente con la restante parte di materia, operando una mimesi che è frutto di tecnologie nuove e accorgimenti dettati dall’esperienza.

Tonalizzare un essenza, conferire un aspetto vissuto, pigmentare leggermente i toni sono accorgimenti frutto di anni di esperienza a contatto col legno, e che permettono di raggiungere la coerenza dell’insieme rendendo impercettibile la compresenza di parti nuove e restaurate.
Caratterizzato da affrescature sulle pareti esterne, ancora oggi in parte visibili, l’edificio è stato teatro di un episodio storico di rilievo: il 3 Marzo del 1450, Francesco Sforza, ospite in questa sede ai tempi dimora del Conte Giovanni Corio, venne insignito del titolo di Duca di Milano.
Di concerto con l’Arch. Matteo Picozzi, incaricato del progetto di restauro di ampie porzioni dell’edificio, è stata operata da PARÁL l’opera di restauro del pavimento d’epoca, risalente ai primi anni del Novecento, che si mostrava all’interno in due tipologie, entrambe in massello: una spina italiana in Noce, a coprire le stanze delegate alle attività quotidiane, mentre un tappeto che con la sua composizione forma un disegno di stelle a quattro punte, in alternanza di toni chiari e medio scuri in duplice essenza di Noce e Acero, caratterizzava le stanze di rappresentanza.

Internamente all’abitazione, rimasta a lungo disabitata, si era sviluppato un tasso di umidità molto elevato. Questa situazione aveva compromesso in maniera sensibile le superfici in legno, naturalmente reattive a questi fenomeni.
E’ stato necessario numerare ed asportare tutti i listoncini e gli elementi del disegno i quali, restaurati in laboratorio e sottoposti ad un lento e attento processo di stabilizzazione in ambiente a ventilazione controllata, dopo essere tornati a livelli igroscopici ottimali, sono poi stati posati nuovamente, non prima dell’intervento di rifacimento integrale del vespaio areato sottostante e del massetto, dotato di un impianto radiante secondo gli attuali standard.
I trattamenti e le procedure adottate nel restauro hanno permesso di mantenere la nobile e antica materia prima in massello, permettendole di coesistere con un moderno sistema di riscaldamento a pavimento.
foto pavimentazione dopo il restauro e prima del restauro foto pavimentazione dopo il restauro e in fase di restauro
Pur mostrando importanti segni di usura, oltre che deformazioni dovute alla già citata umidità ambientale, trattandosi di un pavimento storico di valore, non è stata effettuata opera di levigatura a riportare la perfetta planarità, ma si è optato per trattamenti manuali localizzati e nutrimento della materia tramite processo di impregnazione ad olio, al fine di rinvigorirne la struttura e restaurarne l’aspetto.
É stato così possibile correggere anche parti fortemente ammalorate e dissestate, minimizzando l’impatto estetico di fori, graffi e difetti, decisamente preponderanti prima del restauro, ma senza snaturare il carattere vissuto e la forza che una pavimentazione di questo tipo manifesta immediatamente, un valore che sarebbe diversamente andato perso.
Intervento di restauro della pavimentazione lignea di Casa Corio, palazzo nobiliare edificato in epoca medioevale, situato nel centro di Vimercate.