La tecnologia dell’edilizia industrializzata di Moretti SpA
a servizio della relazione tra uomo e infinito

“Siamo orgogliosi di aver potuto portare il nostro contributo di esperienza e know-how costruttivo a questo progetto davvero straordinario, in cui trova espressione il tema del rapporto tra l’uomo e l’infinito, all’insegna di una perfetta integrazione tra costruito e spazio naturale circostante. Abbiamo potuto mettere a disposizione le nostre competenze specifiche sia nella prefabbricazione in cemento armato che in legno lamellare, misurandoci con le differenti idee progettuali di due prestigiosi architetti internazionali”.
Ad affermarlo è l’arch. Valentina Moretti, Vicepresidente di Moretti SpA, protagonista della “prima” della Santa Sede alla 16^ Mostra Internazionale di Architettura “La Biennale di Venezia” con il padiglione Vatican Chapels. Per l’occasione Moretti SpA è stata infatti incaricata dal curatore, Francesco Dal Co, di costruire le due cappelle progettate da Andrew Berman e Smiljan Radic.
Altri progetti e realizzazioni

Non è la prima volta che Moretti SpA si cimenta sul tema della progettazione e realizzazione di edifici religiosi: dalla chiesa “Cristo Risorto” a Rodengo Saiano e dalla chiesa di “San Lorenzo” di Fossa al santuario della Madonna del Carmine di Snagov.
Valentina Moretti manifesta il suo entusiasmo per aver preso parte al progetto Vatican Chapels: “Da sempre amiamo poterci confrontare e misurare con la creatività e il pensiero di architetti con culture diverse e respiro internazionale. Tutte le volte che lo abbiamo fatto è stata una straordinaria occasione di crescita, soprattutto quando il confronto avviene con architetti di grandissimo valore e visione, come in questo caso. Sperimentare insieme soluzioni tecniche innovative per dare realtà ai loro progetti è un’esperienza che ci arricchisce e ci stimola profondamente”.
“Per altro, da progettista, – conclude Valentina Moretti – sto proprio studiando con un collega di Parigi la possibilità di definire una serie di tipologie architettoniche di spazi sacri da realizzarsi in edilizia industrializzata. Oggi le persone sembrano avere sempre meno tempo per fermarsi a riflettere su ciò che supera il contingente, eppure è un bisogno innato che ritengo sia importante rispettare e, da architetto, sono convinta sia mia responsabilità individuare soluzioni che accolgano e favoriscano questa tensione dell’uomo verso l’eterno.”
